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“Ti Odio Davvero… Ma…”

Buongiorno lettori 🙂

Vi lascio con un piccolo estratto del terzo volume della collana True Love “Ti Odio Davvero… Ma disponibile su Amazon 😉

Per chi non l’avesse ancora fatto su Amazon può trovare i primi due volumi “Vivi Davvero” e “Ama Davvero” sia in formato ebook che cartaceo.

Chi ha già letto il secondo volume Ama Davvero saprà che ad un certo punto della storia si parla di una certa tenuta nelle campagne vicino Sirmione a cui viene dato il nome di Villa Ada, e qui sveliamo l’arcano.

Nel vigneto di Villa Ada ci lavora da sempre Luisa, che nel terzo volume chiameremo semplicemente Lisa, perché? Ancora non ho deciso, ma di sicuro ce ne sarà una ragione 🙂 Lisa ha sempre vissuto con il padre Vittorio in una piccola casetta di campagna poco distante da Villa Ada e il suo vigneto. Fin da bambina insieme al papà ha imparato a prendersi cura delle viti e se c’è qualcuno che se ne intende di vino e della sua produzione, beh, quella è Lisa. Il punto è che in trent’anni della sua vita non ha fatto altro che occuparsi del vigneto, dopo il diploma mentre le sue amiche partivano per raggiungere le varie università nelle città più alla moda d’Italia, Lisa per non lasciare il papà da solo e per l’amore che provava nei confronti della sua terra decise di restare per dedicarsi anima e corpo alla produzione di vino. Questo però portò pian piano Lisa a chiudersi tenendo a distanza il mondo intero. Non le interessava uscire, andare a ballare, avere un ragazzo, sì, qualche esperienza l’aveva avuta, anzi una di queste fu per lei una vera batosta, ma ormai non aveva più importanza. Così decise quando aveva solo poco più di vent’anni che non era necessario avere un compagno, sposarsi o avere dei figli, per lei l’unica cosa che contava era la serenità di suo padre e la produzione del suo buon vino che ne era sicura prima o poi avrebbe fatto parte di quei vini di categoria.

Ma… Lisa era felice della sua vita?

Sì che lo era! Se proprio lo volete sapere, il problema però subentra quando una testa dura (Ivan) un’amica (Jane) e un padre apprensivo (Vittorio) decidono al suo posto che sarebbe ora che le cose cambiassero poiché convinti che Lisa pur dimostrandosi sempre forte e sorridente, in fondo, molto in fondo le mancasse qualcosa. Decisero così di smuovere in qualche modo la sua vita consueta organizzando una vera e propria combutta a suo favore.

Come ne uscirà la povera Lisa?

Non ve lo posso ancora dire…ma intanto come promesso precedentemente vi lascio un estratto del suddetto romanzo 😉

Ti Odio Davvero… Ma…

1 Capitolo

Lisa

<<Pronto Jane?>> Rispondo al telefono mentre continuo a salire scale su scale per raggiungere la piazza centrale del paese , dove si trova l’hotel che hanno prenotato, intanto non c’è parte del mio corpo che non sia fradicia di sudore, è una giornata caldissima, c’è un sole cocente e in più come se non bastasse una delle ruote del trolley è andata, quindi mi tocca portarlo di peso, diciamo che questo week end rilassante non è che sia partito nel modo più giusto penso mentre Jane dall’altra parte mi saluta <<Ciao Lisa, si sono io! Ti disturbo?>>

<<No affatto, dimmi…>>

<<Ricordi il nuovo progetto di cui ti ho parlato? Beh tra non molto arriverà mio cugino per farsi un’idea del posto, ma non è per questo che ti chiamo, in realtà vorrei sapere se nel vecchio magazzino abbiamo delle botti inutilizzate>>

<<Sì! Ne abbiamo ma non credo facciano al caso vostro, comunque se vai da papà, lui ha le chiavi. Potreste andare tu e Ivan a dare un occhiata>>

<< Ottima idea! Cosa farei senza di te…>> Il whisky?

Già, Jane ormai è una di famiglia, le voglio un gran bene ma questa cosa di allargare l’azienda introducendo la produzione di whisky proprio non mi va giù. Per non parlare poi di questo cugino che arriva direttamente dalla Scozia, insomma sarà di sicuro uno con la puzza sotto il naso e cosa peggiore chissà se parlerà italiano. Ma a chi voglio prendere in giro è che sono gelosa dei miei spazi di produzione, il mio vigneto, le mie botti, il capanno, il mio vino, non mi va di condividere tutto per produrre del semplice alcool senza gusto, intanto Jane continua <<Allora ti sei già sistemata? Sei arrivata  a Montepulciano? Spero proprio che questo seminario sia di tuo gradimento>> Ah…dimenticavo, Jane e Ivan hanno pensato di regalarmi questo weekend con la scusa del seminario per viticoltori perché pensano che io abbia bisogno di riposo e “Perchè no! Anche di socializzare” queste sono state le esatte parole del mio carissimo amico d’infanzia Ivan, l’avrei ammazzato se non fosse  per il fatto che così  facendo darei un dolore troppo grande a Jane. Al vigneto ho tantissime cose da fare prima della vendemmia, poi tra non molto ci sarà l’inaugurazione di Villa Ada e loro che fanno? Mi mandano in vacanza! Ad ogni modo seminario a parte rispondo con gentilezza a Jane che è sempre amorevole nei miei confronti <<Si Jane, sono arrivata,il tempo di sistemarmi in hotel e andrò al primo incontro, grazie ancora per avermi dato questa opportunità, sono sicura che sarà una bella esperienza>> e concludo la telefonata. Resto ancora un attimo ferma sotto un arco di pietra dove mi sono riparata dal sole mentre ero al telefono, e voltandomi per rendermi conto di quante scale io avessi già fatto resto estasiata vedendo il panorama che ho di fronte. Mi avevano detto che la Val d’Orcia fosse un bel posto ma mai avrei immaginato che fosse tanto incantevole, poetica oserei dire, con colline verdi, vasti prati colmi di papaveri rossi e vie contornate di cipressi, sempre perfetti nella loro forma.Sembra di essere in un dipinto, è bellissimo! Anche se non dovesse essere il miglior weekend della mia vita, vedere questo panorama ripaga di sicuro lo sforzo. Ok dopo questo momento poetico sarà meglio che io continui a salire o farò tardi al primo incontro del seminario, non potrei sopportarlo, già me lo immagino…io che arrivo per ultima con tipo duecento persone in silenzio intente ad ascoltare il loro interlocutore che disturbate dal mio ingresso si voltano verso di me pensando “Ma chi sarà mai quella cafona in ritardo?” Povera me!

Dylan

Sono esausto! È dalle sei di stamattina che sono in viaggio, il volo ha anche portato ritardo, inoltre non trovando posto per il volo Londra Firenze ho dovuto optare per l’aeroporto di Bologna per poi all’arrivo noleggiare un auto e via verso Montepulciano. Spero se non altro dopo tanta fatica che il seminario mi sia utile, dovendo iniziare una nuova esperienza lavorativa non vorrei essere impreparato. Non mi occuperò del vigneto, ma bensì ho un nuovo progetto in mente, un whisky dal nuovo sapore. Ciò non toglie che dovrò anche collaborare con chi ha sempre e solo prodotto vino, quindi voglio capirne di più, penso che in un azienda prolifera ci sia bisogno di fare gioco di squadra.

Il seminario viene tenuto da una delle case vinicole più conosciute della zona, sarà in una tenuta che si trova sulla Cassia poco prima di arrivare a Pienza, un paesino molto carino che conosco grazie a una vacanza fatta anni fa con degli amici, è una bella zona, buon vino, buon cibo e relax.

Quando raggiungo la piazza è pieno di turisti, chi con la macchina fotografica, chi ancora con la sua valigia intento probabilmente ad aspettare che si faccia l’orario per il check in, come me d’altronde. Do uno sguardo all’orologio della torre che si trova qui in piazza e noto con piacere che mancano solo pochi minuti, decido quindi di entrare in hotel per mettermi in fila davanti al bancone della reception. Quando varco l’ingresso davanti a me c’è solo una ragazza intenta a litigare con la sua valigia, così approfitto del triste inconveniente e le passo davanti, un attimo dopo però la mia galanteria mi bacchetta, così mi volto verso la ragazza, che devo dire molto carina e le offro il mio aiuto <<Posso aiutarti?>> le dico gentilmente, ma lei quasi risentita del fatto che io abbia solo lontanamente pensato che avesse bisogno d’aiuto, mi lancia uno sguardo omicida per poi liquidarmi con un semplice e secco <<No!>> resto di stucco, dove sono finite le buone maniere? Da una ragazza così mi sarei aspettato come minimo un “No grazie! ma sei gentile a chiederlo” invece…A quel punto però al diavolo la galanteria e senza alcuno scrupolo le passo davanti e finalmente inizio il check in, sotto ovviamente lo sguardo attonito della donzella alle mie spalle, a cui a un certo punto è scappata anche un imprecazione seguita da un “Ma chi si crede di essere?” e non posso fare a meno di sorridere. Per fortuna dopo qualche minuto già sono in camera, finalmente potrò rilassarmi, ho ancora un po’ di tempo prima che inizi il seminario.

Di bees83

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