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CLARA “Un amore inaspettato”

Buongiorno a tutti 🙂

Oggi per voi un estratto del romanzo “Clara un amore inaspettato”

Clara è una ragazza di ventitré anni nata e cresciuta a Denver, rimase orfana di entrambi i genitori quando era ancora una bambina, ha sempre vissuto con la zia, che trascorre l’ultimo anno a lottare contro il cancro. A quel punto Clara rinuncia all’università per dedicarsi alle cure della sua povera zia malata,che nel giro di poco tempo muore lasciandola completamente sola e senza più neanche un tetto, il piccolo appartamento dove alloggiava era in affitto e veniva pagato con i pochi risparmi che avevano.

Clara è stata abituata fin da bambina a trovare il modo di cavarsela nonostante tutto, così senza perdersi d’animo chiede aiuto al reverendo della parrocchia che spesso frequentava con la zia.

Quando entra in parrocchia, Clara, nonostante la vita le abbia messo davanti l’ennesimo ostacolo si sente fiduciosa, si accomoda nella saletta del reverendo sorridente tenendo tra le mani la sua piccola valigia con i suoi pochi averi all’interno, compreso il romanzo che la mamma le regalò quando aveva solo cinque anni “A Christmas Carol” un romanzo che lei tendeva a leggere ogni qual volta si sentiva triste dandole speranza e la forza di rialzarsi dopo ogni caduta.

E’ sempre stata una piccola donna forte nonostante il suo aspetto esile, gracile dalla pelle bianchissima, il viso piccolo,dolce, con due occhi del colore dell’ambra che mostrano in tutto il loro essere la sua purezza d’animo ed è proprio così,con l’unica arma che ha

 “Se stessa” che cerca di trovare l’ennesima soluzione per sopravvivere, convinta che prima o poi dall’aldilà qualcuno le mostrerà la strada giusta da intraprendere. 

1

CLARA

Dai Clara basta compiangersi, non serve a nulla! Ripeto a me stessa, adesso vedrai che il reverendo ti troverà un lavoro e tu potrai affittare una piccola stanza tutta tua.

Resto ancora seduta in attesa mentre penso che tutto sommato c’è sempre la mensa dei poveri, potrei dare una mano lì e chiedere in cambio un letto per dormire, mentre continuo a pensare a delle possibili soluzioni il reverendo apre la porta e mi accoglie 

<<Ciao Clara! Allora come stai?>>

<<Salve reverendo James! Io, bene grazie…lei? I suoi dolori si sono alleviati con l’ultima cura che le ha prescritto il dottore?>>

<<Clara…Clara… sempre in pensiero per il prossimo, se tutti fossero come te vivremmo in un mondo perfetto figlia mia>> dice sorridendo di cuore, poi vedo la sua espressione cambiare quando vede la valigia <<Cosa fai con quella valigia? Non vorrai mica andare via proprio adesso, i bambini hanno bisogno di te per la recita di Natale e mancano solo sei settimane>>

<<Reverendo mi creda desidero restare quì più di ogni altra cosa al mondo ma non saprei come fare, la signora Faith dopo la morte della  zia mi ha dato lo sfratto e da oggi sono senza casa>>

<<Come? Chi mai può avere il coraggio di fare una cosa del genere?>>

<<Non dica così,io la capisco, chi mai darebbe una casa in affitto a una ragazza così giovane senza neanche un lavoro,ecco…è proprio per questo che sono venuta quì,se lei conoscesse qualche signora che ha bisogno.Lei sa reverendo che pur non avendo mai studiato medicina so occuparmi di una persona malata meglio di tanti infermieri laureati e io lo farei soltanto in cambio di una stanza e qualcosa da mangiare>>

<<Clara mi dispiace vederti in difficoltà ancora una volta,la vita per te non è mai stata semplice e vedere anche in un momento così difficile la tua profonda fede mi da enorme gioia.

Ora…detto questo, forse una soluzione c’è, parlavo l’altro giorno con la signora Field che poverina si tormenta per la sorte di suo nipote.

Il nipote abita in una tenuta ad Aspen,è rimasto vedovo tre anni fa, dopo un po si è ammalato, soffre di una malattia sottovalutata e poco conosciuta, la fibromialgia, il tutto accompagnato da una forte depressione, sta talmente male che non riesce neanche a lavorare, per fortuna ha alle spalle una famiglia nobile da generazioni e quindi si può permettere di vivere di rendita, ma…ad ogni modo non è per lui che avrebbero bisogno, ma per la bambina, ha una figlia di sei anni e la sua tata l’ha lasciata il mese scorso per ragioni familiari avverse, e adesso sono in difficoltà a trovare una degna sostituta.

Il lavoro consisterebbe nel badare alla bambina, il padre non è in grado di farlo purtroppo>>

Sentendo la storia di questa famiglia mi commuovo, le lacrime riempiono i miei occhi, nessuna bambina merita di stare senza l’amore dei genitori, così senza neanche pensarci due volte <<Accetto!>>

<<Non credere sia una situazione semplice ma confido in te perché ti conosco e so che potresti portare in quella casa una ventata di allegria e fiducia. Ho un favore da chiederti però>>

<<Ma certo! Cosa posso fare per lei reverendo?>>

<<Prometti di raggiungerci ogni sabato per continuare a seguire i bambini della parrocchia e la loro recita di Natale, non saprei proprio come fare senza il tuo aiuto>>

<<Certo che ci sarò!>> e così saluto e ringrazio il reverendo poi mi avvio verso casa della signora Field per discutere le ultime cose prima della partenza.

2

VINCE

Mio Dio anche oggi un’altra giornata fatta di dolore, ormai non riesco neanche a stare in piedi, cammino aiutandomi con un maledetto bastone a soli trent’anni per riuscire a fare al massimo dieci passi e ricominciare a sentire i dolori lancinanti alle gambe, mi mancano le forze per fare ogni cosa.

A volte penso sia meglio morire e medito sul modo migliore per farlo poi guardo la foto che ho sul comodino e mi ricordo di avere ancora tanti motivi per vivere, uno di questi è mia figlia Emily, lei non merita un padre così, uno che sa solo commiserarsi, uno che si fa abbattere da una malattia che se proprio dobbiamo dirlo non mostra nulla di clinico, che da anni non si ha neanche la certezza sull’origine di essa e che i migliori ricercatori della medicina ancora oggi basano il tutto su delle semplici supposizioni. Come risultato, mia figlia, si trova un padre che quando sveglio risulta nervoso, burbero e dolorante, quando invece non ho dolori è solo perchè il medico ha ben pensato di rimpinzarmi di medicine come antinfiammatori, ansiolitici e miorilassanti con il risultato di avere un padre calmo ma nullo che non fa altro che dormire. Ecco,è in questi momenti in cui ho la lucidità di pensare a come sto vivendo e alle persone che rendo infelici che prenderei tutto il barattolo di pillole per poi addormentarmi senza più aprire gli occhi.

D’improvviso mi rendo conto che nel trafiggermi i pensieri ho stretto talmente tanto i pugni da aver dolore ai palmi delle mani, cerco di massaggiare la zona per riattivare la circolazione quando sento bussare alla porta della mia camera

<<Avanti!>> vedo entrare la signora Smith, lei è quella che si può definire la mia governante, è al nostro servizio da quando io avevo solo dieci anni, forse è l’unica persona che riesce a comprendermi da quando i miei genitori sono morti, avanza fino ad accomodarsi nella poltrona di fronte alla mia, segno che si sente in difficoltà così cerco di farle coraggio << Dionne dimmi che c’è? Hai una faccia…>>

<<Vince ascoltami! Tra meno di un’ora arriverà la nuova tata per la piccola Emily, la manda tua zia, dice che è una brava ragazza di cui potersi fidare e potrebbe essere un toccasana per lei, non ha più la madre, ha bisogno di una figura materna accanto a lei, ecco…io…ti chiedo solo di non farla scappare come hai fatto con le altre>>

<<Una ragazza? Quanti anni ha?>>

<<Ventitre>>

<<E quindi una ragazza appena maggiorenne dovrebbe prendersi cura di mia figlia? Cos’è uno scherzo?>>

<<Avanti Vince diamole una possibilità>>

<<E va bene! Ma alla prima che combina la manderò via, sia ben chiaro!>>

<<Come vuoi Vince! C’è un’altra questione poi di cui vorrei parlarti>> ancora?

<<Avanti Dionne sputa il rospo>>

<<Manca soltanto un mese a Natale cosa ne diresti di invitare almeno tua zia per le feste sono sicura che a Emily farebbe molto piacere>> non posso crederci, io ho perso mia moglie, in più passo le mie giornate per lo più steso in un letto e lei mi parla di festeggiare il Natale <<Dionne apprezzo le tue intenzioni ma non dimenticare mai che in questa casa portiamo un lutto>> e tronco la discussione

<<Certo Vince, comprendo!>> e con aria sfiduciata fa per andarsene, io innervosito dalla richiesta la fermo <<Dionne dov’è l’infermiere, ho bisogno di un antidolorifico>>

<<Sta nevicando forte così abbiamo pensato di mandarlo con l’auto a prendere la signorina Williams>> ed io sempre più spazientito

<<La prossima volta prima di prendere un’iniziativa del genere vorrei essere informato grazie!>> e la liquido, so che non se lo merita e che in fondo parla solo in fin di bene ma delle volte esce fuori la rabbia incontrollata ed io mi odio ancora di più per questo.

Di bees83

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