Categorie
Erbe e dintorni. Naturalmente con Enza

Hyssopus officinalis

L’issopo, Hyssopus officinalis, molto appezzato nel Centro Abruzzo, è una pianta perenne alta da 20 a 60 cm, legnosa alla base e molto profumata, presenta un fusto appena peloso e foglie piccole, lineari e revolute; i fiori, di colore biancastro, azzurro-violetto o rosa, sono disposti in spicastri terminali posizionati tutti da una parte. Fiorisce da giugno ad ottobre.

L’Hyssopus, è un genere botanico monotipico e polimorfo per la forma delle foglie e il colore dei fiori; nel XVIII secolo se ne conoscevano già diverse varietà.

E’ una pianta coltivata, allo stato spontaneo si rinviene nei luoghi secchi, pietrosi e scarpate rocciose ben esposti, preferibilmente su suolo calcareo, è endemica sulle nostre fasce pedemontane.

La pianta contiene un olio essenziale volatile, un glucoside, tannino, colina e diosmina. Nelle piante coltivate i principi attivi sono un po’ attenuati.

L’issopo è tonico, stomachico, carminativo, astringente, emmenagogo.

L’issopo ha la stessa efficacia della salvia e i nostri nonni utilizzavano la pianta intera (Herba Hyssopi) per farne tisane contro la bronchite cronica e l’asma;come bechico facilita le espettorazioni, è carminativo, antielmintico ed emmenagogo. Il decotto dell’issopo è un eccellente vulnerario cicatrizzante, è un efficace antiflogistico. Il decotto, usato come gargarismo, calma le angine. E’ molto usato in profumeria e liquoristica.

L’issopo è una pianta che, nell’antichità ebraica, aveva un significato di purificazione. David nel salmo penitenziale dice “ aspergimi con l’issopo e sarò mondo …” (Salmo L. 9), e dopo la guarigione dalla lebbra l’ammalato doveva presentarsi ai sacerdoti con l’issopo; anche gli Egizi credevano fosse in grado di curare la lebbra; fu usato in epoca romana e citato da Apicio (sicuramente si trattava di un’altra pianta originaria dell’isola di Creta: Origanum hirtum. Ricordo che quando i nostri nonni avevano bisogno di una disinfezione approfondita delle mani per assistere a partorire gli animali domestici (mucche, asini, cavalli, pecore, capre), o altro, dopo averle lavate ben bene con il sapone, le ripassavano con un aceto in cui avevano messo a macerare, per un paio di settimane, una manciata di ogni droga: Salvia officinalis, Hyssopus officinalis, Lavandula officinalis, Thymus serpillus e/o vulgaris, Satureja hortensis e/o montana e Rosmarinus officinalis.Lo stesso aceto veniva usato anche per uccidere i pidocchi

Molte piante della famiglia delle lamiaceae hanno una reale proprietà antisettica, basta ricordare il famoso aceto dei quattro ladroni, nato agli inizi del 1600 e rimasto in uso fino all’inizio del secolo scorso, prodotto con piante appartenenti a questa famiglia (timo, lavanda, rosmarino, salvia, satureia) messe a macerare nell’aceto.

I nostri nonni usavano anche prepararsi un vino all’issopo: in un litro di buon vino bianco mettevano a macerare per una decina di giorni 30 g di sommità fiorite di issopo, trascorso questo periodo filtravano e imbottigliavano.Questo vino ha numerose proprietà: due bicchierini al giorno dopo i pasti è digestivo e disinfiammatorio del tratto gastrointestinale; preso tra un pasto e l’altro è utile nelle influenze, nei raffreddori e nelle affezioni bronchiali. E. Presutti

Di Enza Squillacioti

Il cambiamento, modifica le mie abitudini. Mi creo altre opportunità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...