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Biscotti alla lavanda

Vi propongo oggi una ricetta incredibile!

Morbidi biscotti burrosi alla lavanda. Una delle mie piante preferite, in verità sono molte, ho così trovato il modo di utilizzarla anche in cucina per far rilasciare profumo e dolcezza

La ricetta è molto semplice. Prendete 400 g di farina tipo 0, 100 g di fecola di patate, 250 g di burro. 1 uovo, e 150 g di zucchero a velo, 2 cucchiaini di polvere di fiori di lavanda (Ho macinato i fiori secchi della mia lavanda con il macina caffè)

Fate ammorbidire il burro e impastate tutti gli ingredienti insieme, lasciate riposare nel frigorifero per un’ora circa, sarà così più lavorabile.

Stendete l’impasto su una spianatoia infarinata e tagliate la forma desiderata, naturalmente io ho ricavato dei fiorellini, ma vi svelo un altro segreto. Con lo stesso impasto e della marmellata di albicocche potete farcire dei colurgiones, una tipica pasta sarda che io ho adattato per l’occorrenza. Prendete un etto di farina tipo 00 impastatela con acqua fino a ottenere un impasto omogeneo. Stendete questo impasto in un foglio molto sottile e tagliate un dischetto, mezzo cucchiaino di marmellata e una noce d’impasto sopra, chiudete i colurgiones. Infornate i vostri biscotti di sola frolla in forno a 180° lasciateli appena dorare, alla fine infornate i finti colurgiones. Le paste frolle le ho glassate di azzurro con glassa fatta di acqua e zucchero a velo e il colorante. il risultato visivo è quello in foto. Profumo e sapore lo scoprirete quando assaggiate questa delizia accompagnata con un tè verde o un tè al gelsomino. Voi abbinateli come meglio credete. Vi stupiranno!

Il nome comune “lavanda” con il quale siamo abituati a chiamare queste piante (ma anche quello scientifico Lavandula) è stato recepito nella lingua italiana dal gerundio latino del verbo “lavare” (lavandus, lavanda, lavandum = “che deve essere lavato”) per alludere al fatto che queste specie erano molto utilizzate nell’antichità (soprattutto nel Medioevo) per detergere il corpo.[2]Le specie di questo genere hanno un portamento arbustivo o subarbustivo o cespitoso-arbustivo oppure raramente erbaceo di breve durata. Queste piante sono fortemente aromatiche. L’indumento può essere glabro o variamente pubescente talvolta con peli stellati. La forma biologica prevalente (almeno per le specie della flora spontanea italiana) è nano-fanerofite (NP), ossia sono piante perenni e legnose, con gemme svernanti poste ad un’altezza dal suolo tra i 30 cm e i 2 metri

La lavanda è conosciuta fin dai tempi più antichi per le sue proprietà antiemeticheantisetticheanalgesichebattericidevasodilatatorie, antinevralgiche, per i dolori muscolari ed è considerata un blando sedativo. L’olio essenziale di lavanda è l’olio eterico più utilizzato in profumeria.

In aromaterapia, viene utilizzata come antidepressivo, tranquillizzante, equilibrante del sistema nervoso, come decongestionante contro i raffreddori e l’influenza. Inoltre viene ritenuta efficace per abbassare la pressione arteriosa, per ridurre i problemi digestivi ed è miscelata con altre sostanza omeopatiche per curare il mal di schiena e il mal d’orecchie.[21]

Qualche goccia di olio essenziale, aggiunta nell’acqua del bagno, aiuta a rilassare. Per uso cosmetico, se utilizzata nell’ultimo risciacquo, quando si lavano i capelli, oltre che dare un profumo delizioso, aiuta a combattere i capelli grassi.

I fiori di lavanda, contrariamente a tante altre specie, conservano a lungo il loro aroma anche se secchi. È infatti consuetudine mettere dei sacchetti di tela nei cassetti per profumare la biancheria. La pianta, che era già nota agli antichi, veniva usata anche per la preparazione di talismani e portafortuna, legati a pratiche magiche ed esoteriche.

Di Enza Squillacioti

Il cambiamento, modifica le mie abitudini. Mi creo altre opportunità

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