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Curiosità rosa Marzo

Curiosità Rosa-La costante ricerca della nostra Metà

Curiosità Rosa: Perché sentiamo il costante bisogno di trovare la nostra metà? Perché siamo convinti di non essere completi se da soli?

Fin dai tempi antichi si faceva riferimento all’amore come due metà che si completano. Questo concetto lo ritroviamo anche nel mito dell’amore descritto nel Simposio di Platone, in cui Aristofane spiega come in principio gli uomini erano esseri perfetti e completi, con due teste, quattro mani e quattro gambe uniti da un solo bacino. Zeus poi invidioso della loro perfezione li separò condannandoli alla continua ricerca della loro metà.

In effetti da sempre l’uomo ha avuto la concezione di dover trovare qualcuno con cui condividere la propria esistenza, seppur solo terrena, anche se, negli anni molte cose sono cambiate, spesso infatti ho sentito dire “Sto bene anche da solo o da sola” questo però, è semplicemente a mio parere, un forte senso di emancipazione. Nel senso che, oggi giorno sentiamo il bisogno costante di dimostrare a noi stessi di non aver bisogno di nessuno per essere felici. Personalmente mi reputo una donna emancipata ma con la forte convinzione di aver trovato la parte mancante, quella con cui condividere gioie e dolori. Perché in fondo è quello che ci completa, la condivisione, l’essere caritatevoli, in che modo? Sostenendo il nostro compagno/a nei momenti difficili e viceversa, condividere i nostri pensieri e apprezzare il fatto che l’altro possa arrivare dove noi non riusciamo. Non è una questione di sentirsi o no completi, piuttosto è il desiderio, la voglia di mettere la nostra completezza a disposizione dell’altro, mostrando senza remore che pur sentendoci completi abbiamo anche noi delle debolezze ed è qui che entra in gioco la coppia: saper di poter contare su un’altra persona nei momenti di debolezza, non c’è nulla di male, è solo un modo come un’altro per dire “TI AMO” per dire ”MI FIDO DI TE!”. 

Non siamo in cerca della nostra metà, bensì siamo in cerca di qualcuno con cui condividere la nostra completezza. Questo ci rende felici 🙂

Voi cosa ne pensate al riguardo?

Abbiamo veramente bisogno di qualcuno per sentirci felici?

Un caro saluto

Betty Esse


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Maggio Marzo Tè e Afternoon-Tea

Afternoon Tea-Tè e cibo, come abbinarli

Photo by Diana Light on Pexels.com

Afternoon Tea-Tè e cibo, come abbinarli

Buon Pomeriggio lettori 🙂

Oggi per il nostro Afternoon Tea ho deciso di fare qualche accenno sugli abbinamenti tè/cibo.

Quando si organizza un tè, ma anche semplicemente quando siamo da soli e ci vogliamo coccolare davanti a una buona tazza di questa pregiata bevanda, bisogna tener conto degli abbinamenti da fare con il cibo che l’accompagna.

Ad esempio: se è verità assoluta che un tè nero accompagni perfettamente gli scones con marmellata e panna acida, è anche vero che se utilizziamo una miscela più corposa rispetto a un Darjeeling medio, tipo quella del tè nero Ceylon che ha un sapore consistente in bocca, rischieremo di coprire del tutto il sapore degli scones. Al contrario, scegliendo una miscela leggera, il sapore burroso dello scones nasconderebbe del tutto il sapore del tè. Occorre quindi cercare un equilibrio tra il tè e il cibo per far sì che i loro sapori si potenzino a vicenda. Il consiglio che posso dare quindi, al di là delle regole generali di abbinamento che sto per elencarvi, è quello di assaggiare sempre la miscela da servire prima di decidere quale cibo abbinare.

Regole generali di abbinamento

Tè bianchi: da soli

Tè dorati: da soli

Tè verdi giapponesi: con pesce, cibi fritti e dolci grassi.

Tè verdi cinesi: con noodles, verdure bollite o grigliate, pesce, dolci cremosi, delicati e alla frutta.

Tè blu (Oolong): da soli con pasticceria, cioccolato, miele e noci.

Tè neri (rossi): con formaggi. carni, insaccati, pasta, dolci e marmellate, pasticceria e cibi speziati.

Puerh: con cibi molto speziati, funghi e cibi molto oleosi e grassi.

Spero vi sia stato utile il mio articolo 🙂

Vi do appuntamento con il nostro Afternoon Tea a venerdì prossimo con un’altra ricetta da gustare.

Un caro saluto

Betty Esse


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Consigli di lettura Marzo

I Classici

I classici hanno sempre il loro fascino, non trovate?

Il mio preferito è, e credo resterà sempre, Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Penso di averlo letto per la prima volta intorno ai quindici anni o poco più e da allora lo avrò riletto circa una decina di volte provocando in me sempre le stesse emozioni ma cogliendone tutte le volte particolari che in precedenza erano sfuggiti. Solitamente quando si legge un romanzo per la prima volta si è sempre spinti a vedere tutto sotto il punto di vista del protagonista, invece rileggendolo iniziamo a chiederci cosa stesse pensando uno o più personaggi. Attorno a questo capolavoro molti scrittori hanno pubblicato diverse rivisitazioni che ho letto sempre con piacere. Una di queste mi ha particolarmente colpito dato che tratta della stessa storia raccontata dal punto di vista di Mr. Darcy. Il titolo del libro in questione è: Il Diario di Mr. Darcy di Amanda Grange.

Mr. Darcy, tramite un diario, racconta diversi avvenimenti che in Orgoglio e Pregiudizio vengono solo accennati, tipo quello che accade alla sorella invaghita e tradita da Wickham o ancora il suo pensiero dopo il primo affronto con Elizabeth durante il primo ballo.

Tratto dal Diario di Mr. Darcy

“Mentre scrivo, l’unica cosa che indugia nei miei pensieri è lo sguardo di Miss Elizabeth Bennet quando ha dichiarato che non fosse abbastanza bella per tentarmi a danzare. Se non sapessi che è impossibile, crederei che sia stato ironico.”

Capite? L’aveva appena conosciuta, per lui era quasi irritante il fatto che lei abbia soltanto minimamente osato prendersi gioco di lui con quelle parole eppure le era già entrata dentro, faceva già parte dei suoi pensieri. L’adoro!

Avete altre rivisitazioni/retelling da consigliarmi di Orgoglio e Pregiudizio? Se sì, quale vi ha particolarmente colpito?

Un caro saluto Betty Esse


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Curiosità rosa Marzo

Curiosità Rosa: Amore e Odio

Curiosità Rosa: Amore e Odio

Buongiorno cari lettori!

Amore e odio possono coesistere? 

Oggi oggetto di discussione per la rubrica Curiosità Rosa è la connessione di due sentimenti  che possono sembrare uno l’antitesi dell’altro, ma la mia domanda è: è davvero possibile che uno escluda l’altro?

Ho scelto questo argomento in seguito ad una mia riflessione che vorrei condividere con voi, fatta grazie alla recensione di una lettrice riferita al mio romanzo Ti Odio Davvero…Ma…, nella quale la lettrice fa le sue considerazioni ammettendo quanto sia sottile, labile, il confine tra l’odio e l’amore.

Partiamo dicendo che alcuni studi recenti hanno confermato che odio e amore attivano le stesse aree cerebrali, condividendo quindi lo stesso territorio emotivo, una può influenzare l’altra nel bene e nel male.

Ora mi chiedo: è davvero l’odio l’antitesi dell’amore? La mia risposta è no! Perché? 

Semplicemente perché per provare odio nei confronti di qualcuno bisogna avere in precedenza avuto un determinato coinvolgimento. Mi spiego meglio…

Possiamo provare odio verso qualcuno che ci è totalmente indifferenti? Anche qui, la mia risposta è “no”. Non riusciremmo ad odiare per il semplice fatto che, essendo quella persona a noi indifferente, nulla di quello che potrebbe dire o fare ci ferirebbe a tal punto da odiarla.

Ecco perché secondo me l’antitesi dell’amore è l’indifferenza.

Quando proviamo odio è solo perché probabilmente la persona a noi vicina ha fatto o detto qualcosa che ci ha colpiti negativamente a tal punto da ferirci, deluderci ed è proprio lì che l’amore si trasforma in odio. Infatti è proprio quando siamo innamorati che siamo più vulnerabili a questo sentimento, dato che ci rendiamo conto di essere in una situazione di pericolo. Siamo coscienti che quel rapporto adesso così idilliaco, potrebbe cambiare e questo ci fa paura. Sostanzialmente, l’odio che a quel punto proviamo è solamente una forma di difesa.

Per fortuna sono fermamente convinta che quest’ultimo sia un sentimento reversibile, perché se è vero che l’amore può trasformarsi in odio, è anche vero che l’odio pian piano può tornare ad essere amore, anche più forte di prima.

D’altronde anche il poeta romano Catullo parlava di amore e odio che convivono nello stesso individuo e sono rivolti al medesimo soggetto.

“Odio eppure amo.

Potresti chiederti come faccio.

Non so, ma sento che accade,

e sono nel tormento”

Catullo

Voi cosa ne pensate?

Vi è mai capitato di amare e odiare la stessa persona?

Un caro saluto

Betty Esse

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Consigli di lettura Marzo

AMA DAVVERO

Buongiorno e buon lunedì a tutti 🙂

Oggi per voi un piccolo estratto tratto dal romanzo AMA DAVVERO che potrete trovare all’interno del libro Quando L’ Amore Chiama 😉

AMA DAVVERO estratto

1
IVAN

Sono di nuovo in ritardo, prima o poi il padre di Charles mi
licenzierà, in ufficio tutti mi guardano di sottecchi,
ultimamente la sera faccio sempre casini, serate, bevute e tante,
tante donne tutte diverse, come quella di ieri sera… come si
chiamava? Andiamo bene… donne di cui non ricordo neanche
il nome, donne con cui non sto bene ma intanto continuo, ogni
sera cado nello stesso errore, anzi no! Forse una donna ci
sarebbe… una con cui non mi annoio mai, una che sa sempre
come tenermi testa. C’è solo un piccolissimo particolare: lei sta
già con un altro.


Le nozze di Emma e Charles Le nozze di Emma e Charles

«Allora caro mio ce l’hai fatta! Stai per sposarti con la
donna migliore del mondo!»
«È qui che ti sbagli, amico mio! La donna più bella e
migliore del mondo!»
«Charles, come fai? Sei cotto di lei come il primo giorno,
inizio a pensare che sono io lo strano, che con una donna
resisto al massimo trentasei ore, poi mi sento soffocare…»
Charles è intento ad annodarsi la cravatta; si ferma, vedo la
sua immagine nello specchio farsi seria e preoccupata, lui è
quello che tutti direbbero “il migliore amico” ma in realtà per
me è più di un fratello.
«Ivan, sono convinto che se tu guardassi al di là del tuo naso
troveresti anche tu l’anima gemella, quella per cui faresti
qualsiasi cosa… quella per cui senza non avrebbe senso
vivere».
«Cavolo, amico! Tu non sei cotto, sei totalmente perso».
«A proposito di perdite, gli anelli li hai tu o Jane?»
«Ecco, bella domanda! A proposito di testimoni, da chi è
nata l’idea di metterci in coppia per questa cosa? Mi ha fatto
impazzire per i preparativi!»
«Non dire che ti dispiace perché non ti credo. E poi non
siete mica in coppia, tu sei il mio testimone in quanto mio
migliore amico, lei è la sua testimone in quanto sua migliore
amica». Mi strizza l’occhio con fare distratto. «E poi… mi
sembrava ci fosse del feeling tra voi, mi sbaglio?»
«Sai benissimo che siamo solo amici…»
«Sì, sì, ovvio!»
Così chiudiamo il discorso e ci prepariamo per andare
all’altare.


Eccola! Ci siamo, Emma è da togliere il fiato vestita da
sposa, devo riconoscere che Charles è davvero fortunato, non
solo per la bellezza di questa donna, ma per l’intelligenza, la
bontà e il buon senso… e potrei elencare altre tante qualità. Non
provo invidia per lui, però ammetto che m’incuriosisce provare
sensazioni così forti per un’altra persona.
Dopo un attimo scorgo la mia compagna di matrimonio, la
rossa: Jane. Devo dire che anche lei non scherza, anzi a dirla
tutta è bellissima! Fasciata in un abito lungo di un azzurro
pastello che scende morbido e sinuoso sulle sue curve gentili, i
suoi ricci rossi, non un rosso volgare, scarlatto che ricorda
l’autunno e quelle giornate in cui te ne staresti sul divano sotto
una morbida copertina e la cioccolata calda. Ecco, questa era
un po’ da femminucce ma… la rossa devo ammettere che a
volte mi suscita strani effetti; ora i nostri sguardi s’incontrano,
praticamente mi sta rimproverando con gli occhi, come
sempre! Ma sono adorabili, verdi come lo smeraldo, ad ogni
modo non so di cosa m’incolpa stavolta ma va bene così! Lei
può farlo!
Finita la cerimonia in chiesa si iniziano i festeggiamenti nel
giardino di questa meravigliosa proprietà della famiglia
Skelton. Vedo Jane intenta a prepararsi un piattino ghiotto di
cose buone, allora approfitto per avvicinarmi e rubarle le olive
dal piatto, so che la farò infuriare, lei adora le olive, solo che
mi piace troppo quando si arrabbia così…
«Ciao rossa!» E con una mano le rubo le olive, con l’altra la
stringo a me per mollarle un bacio sulla guancia.
«Primo, non mi chiamare così! Secondo, si può sapere che
fine hai fatto? Dovevamo vederci per scrivere il discorso…»
«Rossa, non fare così, il discorso è pronto, se vuoi te lo
faccio sentire».
«No! Grazie, risparmiami!»
«Che rossa cattiva che sei!»
«Mai detto il contrario!»
A questo punto ci guardiamo in silenzio ancora un attimo,
poi scoppiamo a ridere. Sto così bene con lei, sembriamo due
amici di camerata… forse è questa la nota stonata: io per lei
sono l’amico dalla spalla su cui piangere, proprio come quando
quello stronzo di Phil le ha messo le corna e poi l’ha anche
fatta sentire in colpa facendole credere che lui aveva fatto un
gesto del genere solo perché lei era poco presente. Ma non è
questa la parte peggiore… in effetti la parte peggiore è che lei
nonostante tutto l’abbia perdonato e stia ancora con lui.
«Cosa fai? Balliamo?» le dico passandole un braccio attorno
la schiena. «Siamo i testimoni, dobbiamo aprire le danze».
Glielo dico sottovoce avvicinandomi al suo orecchio, resta
un attimo in silenzio scrutandomi prima di rispondere, poi…
«Certo, sì! Andiamo!»
Lascio un attimo Jane per andare dal DJ della serata a cui
faccio una richiesta: Perfect di Ed Sheeran… non so cosa mi
prende, ma ho sempre avuto difficoltà ad esprimere ciò che
provo e stasera questa canzone esprime a pieno quello che
penso di lei.
La canzone inizia, torno da lei, la prendo tra le braccia e
iniziamo a ballare, continua a guardarmi in maniera circospetta.
«Sempre in guardia! Vero, rossa?» le dico per smorzare la
sua tensione.
«Scusa ma se non ti conoscessi giurerei che questa canzone
sia una dedica per me».
Le sorrido, la stringo più forte poi senza guardarla negli
occhi. «Mi conosci, è un piccolo omaggio agli sposi».
Che bugiardo che sono!
«Capisco!»
Dal suo tono di voce sembra delusa, così decido di deviare il
discorso su altro, non sono io l’uomo che la delude e non lo
sarò mai! «Allora… dov’è il tuo ragazzo?» Cerco di alleggerire
il tono ma dalla sua espressione capisco subito di aver toccato
un tasto dolente.
«È via per lavoro, un affare importante a quanto pare».
Alza gli occhi al cielo, cerca di dimostrarsi indifferente ma
la conosco troppo bene ormai e so che ha mille dubbi su quella
specie di toyboy. Ad ogni modo da lì in poi trascorriamo tutta
la serata insieme: parliamo, ci confrontiamo, ridiamo e
scherziamo, forse ci diamo dentro un po’ troppo con lo
champagne, infatti proprio mentre passeggiamo tra i vialetti del
giardino, non so cosa mi è preso, ma di scatto la stringo a me e
la bacio. Penso sia fantastico quello che sta succedendo poiché
con mia enorme sorpresa lei risponde al bacio, un idillio che
dura meno di un attimo visto che d’improvviso sentiamo la
voce di Phil – “il toyboy” per intenderci – lei si stacca da me
con il respiro corto, mi guarda ancora per un attimo, poi dice:
«Devo andare!»
Non dico nulla, mi limito a un cenno del capo. Sono
frastornato, sento un uragano di sentimenti dentro di me… va
via e so che è meglio per entrambi, ma devo trattenermi a non
trattenerla, così appena gira l’angolo mi volto verso il tronco
d’un albero e sferro un pugno, immaginando Phil al posto del
tronco.

Il libro Quando l’Amore Chiama è disponibile sia in versione ebook che cartacea su Amazon e sui principali siti di distribuzione libri. Ricordo inoltre che è possibile ordinare la propria copia con dedica direttamente a me scrivendo una mail a bettyesse2020@gmail.com 🙂

Un caro saluto

Betty Esse

https://www.amazon.it/Quando-lamore-chiama-Betty-Esse-ebook/

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Marzo

Vivi!

Buon Sabato cari lettori

Il cielo è azzurro, i fiori sbocciano, tutto intorno diventa colorato e profumato e allora riflettevo…

Anche la natura ciclicamente affronta le sue perdite. Gli alberi perdono le foglie, i fiori appassiscono, i prati perdono il loro verde rigoglioso, sembrano morire, eppure ogni volta rivivono, e quando lo fanno, è talmente bello ai nostri occhi che sembra un miracolo.

La perdita in generale è sempre una cosa sofferta, ci capita di soffrire così tanto da pensare che mai riusciremo a stare meglio, ma il cuore guarisce, si rigenera e il cielo ritorna ad essere azzurro, perché in fondo è sempre stato lì, bastava solo alzare gli occhi.

Un caro saluto

Betty Esse

“Pensavo di morire di nostalgia e…

ho avuto paura di perdere chi amo

ma sono sopravvissuta!

E vivo ancora!

Quindi…

Vivi!”

Tratto dal romanzo Vivi Davvero-Betty Esse

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Marzo

Afternoon Tea-Tè e cibo, come abbinarli

Photo by Diana Light on Pexels.com

Afternoon Tea-Tè e cibo, come abbinarli

Buon Pomeriggio lettori 🙂

Oggi per il nostro Afternoon Tea ho deciso di fare qualche accenno sugli abbinamenti tè/cibo.

Quando si organizza un tè, ma anche semplicemente quando siamo da soli e ci vogliamo coccolare davanti a una buona tazza di questa pregiata bevanda, bisogna tener conto degli abbinamenti da fare con il cibo che l’accompagna.

Ad esempio: se è verità assoluta che un tè nero accompagni perfettamente gli scones con marmellata e panna acida, è anche vero che se utilizziamo una miscela più corposa rispetto a un Darjeeling medio, tipo quella del tè nero Ceylon che ha un sapore consistente in bocca, rischieremo di coprire del tutto il sapore degli scones. Al contrario, scegliendo una miscela leggera, il sapore burroso dello scones nasconderebbe del tutto il sapore del tè. Occorre quindi cercare un equilibrio tra il tè e il cibo per far sì che i loro sapori si potenzino a vicenda. Il consiglio che posso dare quindi, al di là delle regole generali di abbinamento che sto per elencarvi, è quello di assaggiare sempre la miscela da servire prima di decidere quale cibo abbinare.

Regole generali di abbinamento

Tè bianchi: da soli

Tè dorati: da soli

Tè verdi giapponesi: con pesce, cibi fritti e dolci grassi.

Tè verdi cinesi: con noodles, verdure bollite o grigliate, pesce, dolci cremosi, delicati e alla frutta.

Tè blu (Oolong): da soli con pasticceria, cioccolato, miele e noci.

Tè neri (rossi): con formaggi. carni, insaccati, pasta, dolci e marmellate, pasticceria e cibi speziati.

Puerh: con cibi molto speziati, funghi e cibi molto oleosi e grassi.

Spero vi sia stato utile il mio articolo 🙂

Vi do appuntamento con il nostro Afternoon Tea a venerdì prossimo con un’altra ricetta da gustare.

Un caro saluto

Betty Esse


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Consigli di lettura Marzo

Betty Esse Book & Ebook

Buongiorno cari lettori!

Amore, passione, viaggi e nuovi incontri è ciò che troverete all’interno dei miei romance 😉

Se anche voi avete voglia di immergervi in una bella storia, qui sotto potrete trovare una breve presentazione dei miei libri 😉

Un saluto a tutti!

Betty Esse

Quando l’Amore Chiama

QUANDO L’AMORE CHIAMA è il titolo che ho voluto dare al libro che racchiude i tre volumi della serie TRUE LOVE

VIVI DAVVERO

AMA DAVVERO

TI ODIO DAVVERO…MA…

EMMA, IVAN e LISA sono i protagonisti dei tre romanzi

EMMA ☆ Una giovane donna decide per la prima volta nella sua vita di rischiare. In che modo? Lasciando lavoro, amici, parenti e partire alla volta di Londra per vivere nuove esperienze e dedicarsi alla stesura del suo romanzo. Emma, non aveva messo in conto però che a rischiare sarebbe stato anche il suo cuore. Tra lavoro, amicizie e nuovi incontri Emma riuscirà a vivere la sua vita senza remore?

IVAN ♡ Tenero playboy, ne combina di ogni tra feste, bevute e ragazze finché ad un certo punto sente che nella sua vita manca qualcosa o forse qualcuno? Magari una rossa con la testa riccioluta sempre pronta a tirarlo fuori dai guai.

LISA ☆ Una donna dedica la sua intera vita al vigneto di famiglia considerandolo una priorità su tutto, dato che era l’unica cosa che ancora adesso dopo anni la faceva sentire vicina a sua madre defunta. Adorava prendersi cura delle sue viti insieme al padre Vittorio ma per fare ciò, aveva dimenticato di vivere la sua vita. Ad un tratto però arriva qualcuno a mettere disordine non solo nella sua vita ma anche nel suo cuore. Come ne uscirà la povera Lisa?

I tre romanzi vi attendono su Amazon e sui principali siti di distribuzione libri in un unico volume intitolato “Quando l’amore Chiama” oppure potrete richiedere la vostra copia con dedica scrivendo a bettyesse2020@gmail.com Sarò lieta di spedire personalmente la vostra copia 😉

NOI…SEMPRE

Francesca è una donna con un passato duro alle spalle, fatto di errori, rinunce e rimpianti. Troppe volte nella sua testa ha pensato… “E se…”Stanca di soffrire chiude il cuore in un cassetto e cambia vita, città, lavoro…Proprio quando si convince di aver fatto la scelta giusta, il cassetto…quello chiuso e dimenticato si riapre, perché dall’amore puoi anche provare a scappare ma prima o poi ci sbatti contro ed è lì che arriva il bello!

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CLARA “Un amore inaspettato”

Clara è una donna giovane che fin da bambina ha dovuto trovare modi e maniere per cavarsela da sola, ma nonostante tutto non perde mai la fede e la gioia di vivere. E’ sempre stata una piccola donna forte, ed è proprio così, con l’unica arma che ha ” Se stessa” che cerca di trovare l’ennesima soluzione per andare avanti ma mai avrebbe immaginato che il destino oltre ai tanti ostacoli da superare le avrebbe riservato l’amore.

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NATALE, IL FATO E L’AMORE

Un breve racconto che possa portarci col pensiero nel periodo più bello dell’anno “Il Natale” dove l’amore e l’altruismo dovrebbero prevalere su tutto. Spero con questa breve lettura di allietare chiunque come me vivrebbe tutto l’anno nello spirito del Natale.

Descrizione

Natale è alle porte, Chris come ogni anno ritorna nel suo paese natale “Rovaniemi”, presa dai suoi studi e il suo lavoro a Parigi non è molto felice di raggiungere la sua famiglia, preferirebbe restare al Campus a studiare e fare festa con gli amici.
Chris però, non ha fatto i conti con il fato che in poco tempo stravolge la sua vita.
Cosa può accadere quando si mettono insieme più elementi?
Il periodo magico del Natale, il fato e un piccolo imprevisto chiamato amore.

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Lettera Dal Mare

Una donna, Anne, presa dalla disperazione, decide di dire addio alla persona che era, lasciando posto a un’altra Anne, quella incattivita dalle delusioni della vita, quella che mette su una maschera, con l’intento di proteggersi dalle future sofferenze. Per giustificarsi con la vecchia Anne, decide di scriverle una lettera, per poi lanciarla in mare, quale modo migliore per liberarsene, se non scrivere una lettera a se stessa?
Un uomo, Alan, durante una delle tante passeggiate sulla spiaggia, con solo la compagnia della sua solitudine, quella che dentro di se provava da quando era ragazzo, ma nessuno lo sapeva, perché anche Alan portava una maschera, in ufficio lo chiamavano “L’insensibile”. Insomma, fu proprio un giorno come tanti, che sorpreso, si ritrovò con questa bottiglia tra le mani. Letta la missiva, vede che sul retro del foglio c’è l’indirizzo, così senza pensarci più di tanto decide di rispondere a questa donna, che esattamente lo stesso giorno di due anni addietro, a quanto pare, sembrava talmente disperata da dire addio alla parte migliore di se.
Ai tempi nostri, un rapporto di amicizia?
Fatto di semplice corrispondenza, nato per caso tra due persone che vivono la loro solitudine come se fosse la cosa migliore del mondo.
A cosa porterà questo scambio di lettere? Capiranno che si può essere felici pure abbandonando quella maschera che per anni li ha accompagnati nella vita di tutti i giorni?

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Curiosità rosa Marzo

Curiosità Rosa-La costante ricerca della nostra Metà

Curiosità Rosa: Perché sentiamo il costante bisogno di trovare la nostra metà? Perché siamo convinti di non essere completi se da soli?

Fin dai tempi antichi si faceva riferimento all’amore come due metà che si completano. Questo concetto lo ritroviamo anche nel mito dell’amore descritto nel Simposio di Platone, in cui Aristofane spiega come in principio gli uomini erano esseri perfetti e completi, con due teste, quattro mani e quattro gambe uniti da un solo bacino. Zeus poi invidioso della loro perfezione li separò condannandoli alla continua ricerca della loro metà.

In effetti da sempre l’uomo ha avuto la concezione di dover trovare qualcuno con cui condividere la propria esistenza, seppur solo terrena, anche se, negli anni molte cose sono cambiate, spesso infatti ho sentito dire “Sto bene anche da solo o da sola” questo però, è semplicemente a mio parere, un forte senso di emancipazione. Nel senso che, oggi giorno sentiamo il bisogno costante di dimostrare a noi stessi di non aver bisogno di nessuno per essere felici. Personalmente mi reputo una donna emancipata ma con la forte convinzione di aver trovato la parte mancante, quella con cui condividere gioie e dolori. Perché in fondo è quello che ci completa, la condivisione, l’essere caritatevoli, in che modo? Sostenendo il nostro compagno/a nei momenti difficili e viceversa, condividere i nostri pensieri e apprezzare il fatto che l’altro possa arrivare dove noi non riusciamo. Non è una questione di sentirsi o no completi, piuttosto è il desiderio, la voglia di mettere la nostra completezza a disposizione dell’altro, mostrando senza remore che pur sentendoci completi abbiamo anche noi delle debolezze ed è qui che entra in gioco la coppia: saper di poter contare su un’altra persona nei momenti di debolezza, non c’è nulla di male, è solo un modo come un’altro per dire “TI AMO” per dire ”MI FIDO DI TE!”. 

Non siamo in cerca della nostra metà, bensì siamo in cerca di qualcuno con cui condividere la nostra completezza. Questo ci rende felici 🙂

Voi cosa ne pensate al riguardo?

Abbiamo veramente bisogno di qualcuno per sentirci felici?

Un caro saluto

Betty Esse


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Consigli di lettura Marzo

Lettera Dal Mare

Buona Domenica cari lettori 🙂

Oggi vi lascio un piccolo estratto di questo racconto epistolare intitolato “Lettera Dal Mare”. La mia domanda è: può nascere qualcosa di speciale da un semplice rapporto di corrispondenza?

Estratto

Anne

18 Settembre 2018

Cara me…

Oggi è un grande giorno, è il giorno in cui ti dico addio. 

Abbandono ciò che sono e sono stata, per lasciare il posto alla nuova me, quella che non pensa al passato, quella forte, quella che da questo momento in poi non permetterà più a nessuno di farmi del male.

Ti lascio, lascio quella persona debole e insicura che sono stata, lascio la Anne buona fin troppo, buona a tal punto da farsi calpestare senza ribellarsi.

Ti odio cara vecchia me, ecco perché ti lascio!

Anne Eborn

Alan

18 Settembre 2020

Anne,

sono Alan, Alan Gray, non so perché ti sto scrivendo, forse per la coincidenza degli eventi, per il fato che questa mattina ha fatto sì che io trovassi la bottiglia con dentro la tua lettera. E’ datata 18 settembre 2018, esattamente due anni fa. Non ti sembra assurda come cosa? Capisco che possa essere durata così a lungo senza infrangersi, ma che qualcuno la ritrovasse esattamente lo stesso giorno a distanza di due anni è veramente paradossale! 

Insomma, non so precisamente cosa dire, ma sento il dovere di chiederti come stai. 

In quelle poche righe ho letto tanta sofferenza e seppure ti sembrerà strano,  sento il bisogno di assicurarmi che in qualche modo quella sofferenza sia alleviata.

Ti prego di rispondermi appena riceverai la lettera.

In attesa

Alan

Anne

22 settembre 2020

Signor Alan,

la ringrazio per l’interessamento, ma comprenderà la mia sorpresa nel ricevere tale lettera, comprenderà anche, che per me lei è uno sconosciuto. Su una cosa le devo dare ragione però, è assolutamente assurdo che dopo due anni quella bottiglia sia arrivata nelle sue mani sana e salva. Ad ogni modo la prego, lasci stare!

Dimentichi la lettera e il suo contenuto, anzi se non la disturba, la bruci per me, perché tanto quella Anne per fortuna, non esiste più!

Addio

Anne Eborn

Alan

27 Settembre 2020

Cara…

Anne,

sono sempre io, Alan, se stai leggendo, buon per me, vuol dire che non hai cestinato la mia lettera.

Di solito non sono insistente e ti dirò che in genere non sono il tipo da pregare una donna, soprattutto per conoscere i suoi problemi, anzi di solito solo loro che pregano me. Scrivo e non so neanche il perché lo faccio, ma per una strana e sconosciuta ragione non ne posso fare a meno. 

Sono in ufficio, avrei mille cose da fare prima di trascorrere un appagante serata con una delle tante donne della mia agenda e invece eccomi qui a pensare cosa scrivere per convincerti in qualche modo a parlarmi di te. 

Perchè dici “Ti odio per questo ti lascio”? Su via…Non ha senso odiare se stessi!

Ti scrivo mentre leggo e rileggo la tua lettera, ah, che come avrai intuito non ho bruciato. Cosa vuoi dire con quelle parole?

Non sei più tu, ti sei imposta di cambiare, perché? Chi ti ha provocato tanta sofferenza da indurti a prendere una decisione così assurda?

Se dovessi ragionare come te, io dovrei odiare me stesso ogni giorno, ogni attimo e forse lo faccio, non lo nego, ma non ho mai pensato di cambiare, è successo!

Sono un uomo avido, o perlomeno così dicono, solo perché ho fatto del mio lavoro la mia unica ragione di vita, ma gli altri cosa ne sanno? Non sanno cosa provo, del perché sono così.

Ero diverso una volta, proprio come te. Vedi? 

Abbiamo qualcosa in comune, solo che io a differenza tua non ho scelto di cambiare, mai avrei voluto abbandonare ciò che ero. E’ stata la vita a cambiarmi, a incattivirmi, a portarmi al punto di non fidarmi di nessuno, ad attaccare per primo, prima che qualcuno possa attaccare me. 

Un tempo però non ero così e rimpiango ogni giorno il vecchio me.

Ecco perché, ci tengo a dirti…Non farlo!

Sei ancora in tempo…Accettati per come sei!

Sei debole? Rischi di cadere ogni volta mentre il resto del mondo ti soverchia? 

Beh, vorrà dire che ogni volta ti rialzerai, ogni volta sempre più forte, ma non rinunciare mai a quello che sei!

In impaziente attesa

Alan

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